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	<title>Web Marketing, SEO, Internet &#124; Vistodame.com</title>
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	<description>Un osservatorio particolare su Internet</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Mar 2012 10:07:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I limiti di Google nei risultati organici</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane sono stato assorbito da un progetto a cui mi sto dedicando con passione, non solo per il Web Marketing (ragione per cui non ho scritto nuovi post), più precisamente un portale dedicato ai prodotti tipici italiani e all&#8217;eno-turismo. Un&#8217;osservazione di carattere SEO mi ha spinto a scrivere una nota sull&#8217;argomento, per mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane sono stato assorbito da un progetto a cui mi sto dedicando con passione, non solo per il <em>Web Marketing</em> (ragione per cui non ho scritto nuovi post), più precisamente un portale dedicato ai <a href="http://www.itinerarinelgusto.it" target="_blank">prodotti tipici italiani</a> e all&#8217;eno-turismo.</p>
<p>Un&#8217;osservazione di carattere <strong>SEO</strong> mi ha spinto a scrivere una nota sull&#8217;argomento, per mettere in luce quanto la realtà che le serp di Google (i risultati di una <strong>ricerca per parola chiave</strong>) siano ancora lontane da quel modello che ci viene presentato nelle sue linee guida per l&#8217;ottimizzazione dei siti (aggiornato peraltro nelle ultime settimane), e che comunque anche io nei miei ultimi articoli ho descritto.</p>
<p>La <strong>qualità dei contenuti</strong> prima di tutto, l&#8217;<strong>aggiornamento continuo</strong> degli stessi, l&#8217;originalità, ecc. ecc.</p>
<p>Purtroppo, blog e siti di news a parte, Google sembra ancora molto lento nel recepire le evoluzioni dei siti, sia in positivo sia in negativo, e nel dare una “ossessiva” importanza al ranking derivato dalla quantità (e qualità?) dei <strong>link entranti</strong>.</p>
<p>Voglio rappresentare questa mia osservazione non in modo astratto, come spesso si fa, ma in modo assolutamente concreto, facendo “nomi e cognomi”.</p>
<p>Una delle chiavi che sto monitorando per il mio progetto è chiaramente “prodotti tipici italiani” (dico chiaramente visto che ho palesato all&#8217;inizio di questo post che è il tema del portale).</p>
<p>Ebbene nell&#8217;analizzare i risultati organici e la concorrenza in Google.it oggi mi trovo ancora preceduto da un sito (prodottiregionali.net) alla cui apertura mi trovo di fronte a 4 righe di warning php (messaggi di errore) e che scopro non essere aggiornato da otto mesi (8!), quando il “mio” sito viene aggiornato quotidianamente da diversi mesi a questa parte.</p>
<p>Salendo di un paio di posizioni trovo un sito di e-commerce, utile certamente a chi vuole fare acquisti, ma che non dà alcun tipo di informazione che prescinda dalla vendita stessa.</p>
<p>Certo, stiamo parlando della differenza di una o due posizioni, è possibile che prima o poi (?) la qualità e il continuo aggiornamento del sito che sto curando faccia breccia anche negli algoritmi di Google, ma intanto la spiegazione di questa “classifica” è fin troppo chiara.</p>
<p>Analizzando i 3 siti coi più diffusi parametri di <em>ranking</em> (MozRank, MozTrust, &#8230;) e il numero di link entranti provenienti da domini diversi, <em>Itinerarinelgusto.it</em> ha dei numeri inferiori (in un caso leggermente, nell&#8217;altro in modo più marcato) rispetto ai due siti concorrenti.</p>
<p>Preciso che seguo l&#8217;evoluzione rispetto a questa parola chiave da settimane, che il sito che sto seguendo acquisisce anche in modo naturale link entranti in modo abbastanza continuo, e che soprattutto il suoi contenuti si arricchiscono con una continuità che sono convinto ha pochi eguali nel settore.</p>
<p>In un mondo che va sempre più veloce e che sta facendo dell&#8217;<strong>istantaneità</strong> la nuova frontiera, ha senso dover attendere mesi (!) per vedere incorporate nei risultati organici delle ricerche per parole chiave le conseguenze dell&#8217;evoluzione della qualità dei siti?</p>
<p>Certo, se poi si guardano altri motori di ricerca (avete avuto modo di utilizzare <strong>Volunia</strong>, il nuovo motore di ricerca italiano?) si resta ancora più basiti, e si torna ad abbracciare il caro vecchio Google, con tutti i suoi difetti.</p>
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		<title>Links entranti e Links interni &#124; Strategia ottimale per migliorare il &#8220;seo rank&#8221; del sito</title>
		<link>http://blog.vistodame.com/2012/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/links-entranti-e-links-interni-strategia-ottimale-per-migliorare-seo-rank-del-sito/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>
		<category><![CDATA[inbound links]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio terminare il “trittico” delle mie osservazioni sui falsi miti del SEO, ovvero su cosa davvero non vale la pena di disperdere tempo ed energie, e su cosa concentrare invece le proprie attenzioni, parlando dei &#8220;links&#8220;. Questa volta voglio parlare anche dei “links”  interni (tra pagine del sito), e non solo di quelli entranti (i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio terminare il “trittico” delle mie osservazioni sui <strong>falsi miti del SEO</strong>, ovvero su cosa davvero non vale la pena di disperdere tempo ed energie, e su cosa concentrare invece le proprie attenzioni, parlando dei &#8220;<strong>links</strong>&#8220;.</p>
<p>Questa volta voglio parlare anche dei “links”  interni (tra pagine del sito), e non solo di quelli <strong>entranti</strong> (i cosiddetti <em>inbound-links</em>, o <em>backlinks</em>).</p>
<p>Parto dai primi, i <strong>links interni</strong>, già che su questo ritengo di avere acquisito una certa mole di esperienze e sperimentazioni e di poter quindi smentire alcune “pratiche” che io stesso ho preso inizialmente per buone, e ho utilizzato per un po&#8217;.</p>
<p>Partiamo dal “presentare il problema” anche per i non addetti a lavori.</p>
<p>La grande domanda da cui partire è: esiste un modo “giusto” (che possa farmi <strong>guadagnare posizioni nei motori di ricerca</strong>) e uno “sbagliato” (che me le possa far perdere) per inserire i <strong>links tra le diverse pagine di un sito web</strong>?</p>
<p>La risposta più semplice è chiaramente SI: esistono degli <a href="http://blog.vistodame.com/2011/web-marketing/errori-nel-costruire-un-sito-web/" target="_blank">errori da evitare</a> e delle pratiche che possono aiutare il posizionamento di un sito.</p>
<p>C&#8217;è un “però”: si pongono moltissime questioni, e si sono scritte moltissime teorie, alimentando una certa ossessione, sulla gestione del “<strong>flusso di PageRank</strong>” (o <em>PageRank Juice</em>) e come spesso accade si creano falsi miti “tecnici” che finiscono per far passare in secondo piano altri fattori che davvero contano e che hanno molto più a che fare col buon senso e la qualità.</p>
<p>Per una volta voglio rovesciare l&#8217;ordine di esposizione. Parto con l&#8217;esporre subito <strong>le mie conclusioni più significative</strong>, per poi fare un passo indietro e riprendere il racconto dalle premesse.</p>
<div style="background: #333; padding: 10px; color: white;">
<p><strong>Ecco le conclusioni:</strong></p>
<p><strong></strong>1. Lasciate perdere le teorie sul “<em>PageRank Juice</em>”.</p>
<p>2. Non investite troppe energie nel mettere a punto “sottili” strategie di <strong>backlinks alla home page</strong> dalle pagine interne per rafforzare una parola chiave.</p>
<p>3. Non fatevi ossessionare dalle teorie sui <strong>links reciproci</strong> (utili, inutili, sbagliati, dannosi).</p>
<p>4. Concentratevi sul far capire le vostre <strong>priorità</strong> al motore di ricerca e selezionatene il numero in base alla <strong>forza del vostro sito</strong> rispetto ai fattori esterni.</p>
<p>5. Una buona struttura dei <em>links</em> per gli utenti (<strong>navigazione chiara</strong>, non dispersiva, capace di dare più evidenza ai contenuti più importanti, e di organizzare in modo ordinato e tematico i contenuti) andrà bene anche per i motori di ricerca.</p>
<p>6. Se farete questo, ne grandi danni, ne grandi benefici ai fini del <a style="color: white;" href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/organico-ritorno-investimento/" target="_blank">posizionamento nei motori di ricerca</a> potranno derivare dalla gestione interna dei links.</p>
<p>7. Non linkate mai siti di cui non avete una ragionevole conoscenza e fiducia.</p>
<p>8. A parte ciò, non fatevi mai frenare dal mettere <strong>links</strong> che ritenete <strong>utili</strong> o <strong>naturali</strong> per gli utenti solo per qualsivoglia presunta ragione che abbia a che fare coi motori di ricerca.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ora, per chi ha voglia di capire le ragioni di queste conclusioni, ripartiamo dalle premesse.</p>
<p>E&#8217; ben noto che l&#8217;<strong>ottimizzazione di un sito</strong> non va concentrata solo sulla home page, ma su <strong>tutte le pagine</strong> che presentano contenuti significativi. Agli occhi dei motori di ricerca ogni pagina, identificata da una url (<em>Uniform Locator Resource</em>), ha una sua individualità, ma è naturale che anche per i motori di ricerca l&#8217;insieme delle pagine di un sito sia visto come <strong>parte di un progetto unico</strong>.</p>
<p>Questo è tanto più vero per siti aziendali o di servizi o di prodotto.</p>
<p>Per rappresentare la <strong>giusta strategia</strong> nel gestire sia i <strong>links interni</strong>, in particolare quelli che dalla home page portano verso le pagine interne, che per i <strong>links entranti</strong>, mi viene facile pensare ad una fortezza di grandi dimensioni che deve essere messa in sicurezza.</p>
<p>Se c&#8217;è una sproporzione tra le dimensioni della fortezza e quella dell&#8217;esercito, diciamo il numero di guardie, a sua difesa, disperdere le forze con una sola guardia su ogni torrione non è una buona strategia. Con le dimensioni della fortezza voglio rappresentare la quantità di pagine del nostro sito web, con la forza dell&#8217;esercito la “forza” del sito rispetto ai fattori esterni (che vengono sintetizzati nei vari numeri di “rank”, <em>PageRank</em> , <em><a href="http://www.seomoz.org/learn-seo/mozrank" target="_blank">MozRank</a></em>, ecc.), determinata dal numero di links entranti e dall&#8217;importanza dei siti da cui provengono, della reputazione derivata dai social networks, dalla sua “storia”, ecc. Un sito di nuova pubblicazione può essere, salvo eccezioni, un buon esempio di sito “debole”.</p>
<p>Ebbene, cosa fare se rispetto alla concorrenza le “armi” a nostra disposizione sono limitate a fronte di un <strong>numero elevato di pagine</strong> e di <strong>parole chiave</strong> su cui vorremmo emergere nei motori di ricerca?</p>
<p><strong>Concentrare le energie su poche priorità.</strong></p>
<p>Cosa centra questo con la <strong>struttura dei links interni ed esterni</strong>?</p>
<p>Normalmente un sito riceve i primi links entranti e le prime segnalazioni con riferimento alla home page, o index page. La stessa segnalazione ai motori di ricerca va fatta rispetto all&#8217;indirizzo “base”, che appunto carica la pagina di ingresso, e da qui parte la “scansione” del nostro sito da parte dei loro <em>spider</em>.</p>
<p>La <strong>home page</strong> è quindi, almeno inizialmente, la pagina più “forte”, e anche i fanatici del <em>PageRank Juice</em>, si preoccupano di come questa forza vada passata per mantenere e distribuire in modo ottimale il PR alle pagine interne.</p>
<p>A questo proposito ci si preoccupa molto del numero di <strong>links interni rispetto a quelli che “escono” dal sito</strong>, alla loro posizione nella pagina (nell&#8217;header, nel footer, ecc.) quelli “normali” che i motori di ricerca seguono e quelli “nofollow” (il modo in cui si dice che al motore di ricerca di non seguire un link). Ed è qui che nascono, a mio parere, falsi miti ed esagerazioni. E rispetto a questo cerco di sintetizzare di seguito, per punti, le mie convinzioni.</p>
<div style="background: #333; padding: 10px; color: white;">
<p>1. Il motore di ricerca deve <strong>considerare in modo diverso</strong> i links interni e quelli verso l&#8217;esterno (<em>outbound links</em>). Sarebbe “sciocco” da parte loro, basare la “matematica” del “rank” (della reputazione passata da una pagina ad un&#8217;altra) su algoritmi che mettano sullo stesso identico piano i links interni ed esterni;</p>
<p>2. se è vero che i motori di ricerca puntano e “leggere e giudicare” i siti come fanno gli utenti, il modo migliore di <strong>disporre i links</strong>, interni ed uscenti, è quello che risulta <strong>migliore per gli utenti </strong>del nostro sito;</p>
<p>3. in passato si trovavano molti consigli su come fosse meglio inserire i menu di navigazione rispetto alla posizione del testo, in modo da far trovare prima il testo dei links del menu, ma ritengo che oggi gli spider (o crawler ) siano abbastanza “intelligenti” per analizzare bene il <strong>contenuto di una pagina</strong>, sempre che questo sia costruito seguendo le indicazioni base che gli stessi <em>search engines</em> mettono a disposizione, oltre che il buon senso;</p>
<p>4. se il vostro sito non è un portale multi-tematico, è del tutto probabile che abbiate delle <strong>priorità chiare</strong>, delle strade privilegiate verso cui vorreste <strong>indirizzare gli utenti</strong>; è importante che queste strade siano rese chiare anche per i motori di ricerca;</p>
<p>5. volendo tornare alla metafora dell&#8217;esercito e della dimensione del fronte, se la vostra home page ha una “certa” forza, e viene dispersa in modo equo tra 100 pagine, questa darà un contributo trascurabile verso ciascuna; se concentrata su 5 pagine (sono chiaramente numeri esemplificativi) prioritarie, questa “forza” avrà un altro peso. Insomma se abbiamo a disposizione un piccolo esercito meglio scegliere pochi punti strategici e dare forza a questi;</p>
<p>6. i links uscenti verso <strong>siti di alta qualità</strong>, se sono utili per gli utenti, e quindi attinenti al tema della nostra pagina, è naturale siano giudicati positivamente dai motori di ricerca, ma il loro peso sarà relativo perché chiunque potrebbe facilmente “forzare” questo fattore se diventasse determinante;</p>
<p>7. i links uscenti verso <strong>siti di bassa qualità</strong> saranno dannosi o inutili per gli utenti del nostro sito, denoteranno scarsa attenzione da parte nostra, ed è quindi naturale che possano arrivare a far perdere “punti” al nostro sito web anche agli occhi del motore di ricerca;</p>
<p>8. fissare <strong>percentuali</strong> massime o minime di links interni e uscenti, di proporzioni tra i due tipi ecc., mi sembrano inutili esercizi matematici; è evidente che siti di tipo diverso possono giustificare percentuali di links molto diverse (basti pensare a una directory di siti, a un portale multi-tematico, a un blog, a ancora a un sito aziendale); esistono dei siti che giustificano, anzi richiedono, la presenza di <strong>molti links uscenti</strong>, mentre per altri vale l&#8217;esatto contrario. <strong>Penalizzare</strong> gli uni o gli altri sarebbe un errore che, ammesso che qualche motore di ricerca oggi compia ancora, dovrà certamente essere corretto;</p>
<p>9. quasi tutte le “teorie” sul modo in cui dalle pagine interne debbano linkare la home page (es. inserire all&#8217;inizio di ogni pagina un link alla home page ancorando il link alla parola chiave che si vuole spingere) hanno pochissimi effetti pratici</p>
<p>10. il modo in cui si linkano tra di loro le pagine di un sito è molto più importante per la costruzione di una buona struttura tematica delle diverse sue sezioni, che non per fantomatici effetti sul PR capaci di determinare fortune o sventure sul <strong>posizionamento organico</strong> del nostro sito.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Agli <a href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/migliora-il-posizionamento-del-tuo-sito-inbound-links/" target="_blank">inbound links</a>, i links provenienti da siti esterni verso il nostro, avevo già dedicato uno dei miei primi post, a cui rimando, anche se alcuni elementi potrebbero essere superati.</p>
<p>Il concetto base resta semplice: più <strong>links entranti</strong> si hanno da siti che trattano un <strong>argomento analogo</strong>, che hanno elevata <strong>reputazione</strong> sul tema, e che passano ancorando un testo significativo per la parola chiave valorizzata sulla nostra pagina, e meglio è.</p>
<p>E&#8217; naturale che dovendo valorizzare la “tematicità” del link, i links entranti saranno tanto più efficaci quanto più “mireranno” alla pagina “giusta”, e non necessariamente sempre e solo alla home page del sito. Detto questo, un link in più non fa mai male, e meglio un link poco efficace che nessun link, a meno che questo non ci costi tempo e energie eccessive.</p>
<p>Anche su questi ci sono <strong>molte teorie</strong>:</p>
<p>- sul numero di links presenti sulla stessa pagina che indebolirebbero i singoli links (compreso quello diretto al nostro)</p>
<p>- sull&#8217;importanza rispetto alla posizione (il primo conta tanto e via decrescendo)</p>
<p>- sul fatto che con più links alla stessa pagina solo il primo conti</p>
<p>- sui famosi <strong>links reciproci</strong></p>
<p>- sui links provenienti da siti di bassa qualità o addirittura penalizzati</p>
<p>Anche su questo la mia opinione è che <strong>tutto è relativo</strong>. Il motivo è che un sistema poco “intelligente” ha bisogno di “ragionare” in termini di 0 – 1. Sistemi che vanno nella direzione dell&#8217;intelligenza artificiale riusciranno sempre più a “cogliere le sfumature”.</p>
<p>Così potranno cogliere quanto 10 links in un testo meritano la stessa considerazione, perché l&#8217;autore che li ha inseriti aveva questa idea, e quando invece i primi contano più degli ultimi perché questo è nella logica del testo.</p>
<p>Così per i links reciproci, per quelli<strong> multipli</strong>, ecc.</p>
<p>Il consiglio quindi, anche in questo caso, è di non farsi influenzare eccessivamente dal presunto <strong>impatto sui motori di ricerca</strong>, se non nel prestare la giusta e dovuta attenzione a far emergere gli argomenti, e quindi i links, prioritari rispetto a quelli meno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come difendersi dai falsi miti del SEO</title>
		<link>http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/falsi-miti-del-seo/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 09:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio riprendere il discorso introdotto nel precedente post circa i &#8220;falsi miti&#8221; del SEO (Search Engine Optimization, in italiano Ottimizzazione per i Motori di Ricerca). Ho letto di recente un&#8217;argomentazione sul fatto che il SEO non si farebbe più come un tempo, inserendo una parola chiave in tutti gli elementi possibili in una pagina (nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio riprendere il discorso introdotto nel precedente post circa i <strong>&#8220;falsi miti&#8221; del SEO</strong> (<em>Search Engine Optimization</em>, in italiano <a title="seo" href="http://www.e-side.it/info/posizionamento-motori-ricerca/it" target="_blank">Ottimizzazione per i Motori di Ricerca</a>).<br />
Ho letto di recente un&#8217;argomentazione sul fatto che <strong>il SEO non si farebbe più come un tempo</strong>, inserendo una <em>parola chiave</em> in tutti gli elementi possibili in una pagina (nei meta title e description, nel dominio e nella url della pagina, nel titolo H1 del testo visibile, nel nome e magari nell&#8217;alternativo di una immagine, in qualche frase del testo) perché questo, oggi farebbe scattare subito la <strong>&#8220;sirena&#8221; dello spam per Google</strong>.<br />
Questo mi ha subito fatto scattare in testa un punto esclamativo! Ecco qui: per introdurre una cosa che può avere una suo fondamento (dire che fare SEO non è più solo un fatto di caricare di parole chiave le pagine) si finisce per agitare uno degli spettri che vanno per la maggiore, <strong>spam o penalizzazioni</strong>, concetti abusati e tirati in ballo il più delle volte a sproposito.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-175" title="evitare_lo_spam_nel_seo" src="http://blog.vistodame.com/files/2011/12/evitare_lo_spam_nel_seo.jpg" alt="Spam e Motori di ricerca" width="400" height="394" /></p>
<p>Pensiamo ad una <strong>attività molto ben definita da poche parole</strong>, pensiamo a un panettiere che produce tutti i giorni &#8220;<em>pane fresco</em>&#8220;. Cosa ci sarebbe di male se questo panettiere decidesse di utilizzare un dominio Internet con l&#8217;espressione &#8220;pane-fresco&#8221;, o di aggiungerla nel nome di una pagina; e poi di scrivere nel &#8220;title&#8221; &#8220;pane fresco&#8221;, e magari di usare come titolo testuale della pagina &#8220;<em>Produzione pane fresco di prima qualità</em>&#8220;, e ancora dare il nome ad una foto &#8220;pane-fresco.jpg&#8221;, e così via.</p>
<p>E solo per questo l&#8217;algoritmo più &#8220;geniale&#8221; dell&#8217;era di Internet dovrebbe penalizzarlo come spam?<br />
Se così fosse questo algoritmo dimostrerebbe meno intelligenza di una scimmia, con tutto il rispetto per le scimmie.</p>
<p>Il ragionamento va portato su un piano un po&#8217; meno banale. Non occorre studiare o conoscere particolari segreti sottostanti gli algoritmi per concludere che<strong> tutti i fattori descritti sopra sono facilmente controllabili e quindi facili da &#8220;contraffarre&#8221;</strong>. Un&#8217;intelligenza artificiale che si rispetti non può accontentarsi di valutare cose che facilmente può controllare chi ha interesse di <strong>forzare un giudizio positivo per un sito web</strong>, deve cercare altri fattori più &#8220;oggettivi&#8221;.<br />
Molti di questi fattori sono esterni ai contenuti del sito (i link entranti, i social bookmarking, le citazioni, &#8230;), e a mio parare oggi si rischia una sovrastima di questi (i risultati delle ricerche sono ancora spesso dominati da siti di bassissima qualità per il solo fatto di avere tantissimi link entranti – <a href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/migliora-il-posizionamento-del-tuo-sito-inbound-links/" target="_blank"><em>inbound links</em></a> – ottenuti con tecniche discutibili), ma proviamo a pensare a come noi faremmo per costruire un <strong>giudizio più &#8220;intelligente&#8221; su un sito Internet.</strong></p>
<p>Probabilmente giudicheremmo meglio un sito che invece che mostrarci solo una foto e una affermazione di poche righe (&#8220;faccio pane fresco tutti i giorni&#8221;) ci proponga anche <em>gli orari di apertura del negozio</em>, ci proponga il <em>prezzo dei diversi tipi di pane</em>, che presenti appunto diversi tipi di pane, magari ci <em>descriva le materie prime usate</em>, la loro <em>qualità e provenienza</em>, ci mostri diverse <em>foto realistiche</em> di ogni tipo di prodotto, ci <em>suggerisca ciascun tipo di pane a quale consumo è più adatto</em>, ecc., ecc., ecc.</p>
<p>Chi crea e sviluppa una &#8220;intelligenza artificiale&#8221;, e il <strong>motore di ricerca</strong> lo è, non può ignorare che sono <strong>queste le cose che contano</strong> per i potenziali clienti del nostro panettiere, e quindi deve puntare all&#8217;obiettivo di saper tradurre in numeri tutto questo.</p>
<p>Ora, cosa succede invece ancora oggi sul web? La maggioranza dei nostri &#8220;<em>panettieri</em>&#8221; (scusate se ormai insisto con questa &#8220;metafora&#8221;) ha <strong>siti del tutto simili, con contenuti essenziali e abbastanza scontati</strong> (e non mi riferisco al prezzo!), che sottoposti al trattamento SEO di turno, non possono che finire per assomigliare al tipo di sito web descritto all&#8217;inizio e a cui qualcuno vuole appiccicare, erroneamente, l&#8217;etichetta di &#8220;sospetto spam&#8221;. Ci si preoccupa che la parola chiave sia sul title, ripetuta qualche volta nei testi, sia attribuita a qualche foto, ecc., ecc.</p>
<p>A quel punto il nostro motore di ricerca cosa può fare? Nell&#8217;ipotesi che tutti gli altri <strong>fattori si equivalgano tra i siti concorrenti</strong> (ipotesi ovviamente limite e poco realistica, già che qualche dominio sarà più vecchio, qualche sito avrà più link entranti, ecc.) si limiterebbe a giudicare quale sito coinvolge la parola chiave una volta di più.</p>
<p>Certo non va commesso l&#8217;errore inverso, decidendo magari di chiamare il proprio pane &#8220;il morbidone&#8221;, o &#8220;il super-fragrante&#8221;, registrare il dominio ilmorbidone.it, titolare la pagina &#8220;Produciamo tutti i giorni la nostra specialità, il morbidone&#8221;, ecc., ecc., senza mai nominare la parola &#8220;pane&#8221;, e poi sperare che digitando &#8220;pane fresco milano&#8221; il nostro sito <strong>esca per primo su Google</strong>.</p>
<p>Insomma spesso è la <strong>cattiva qualità media dei siti</strong> l&#8217;origine dei propri mali, e la forzatura degli elementi più semplici da modificare senza però aumentare di nulla la qualità reale dovrebbe essere poco premiata da un buon motore di ricerca, ma lo spam lasciamolo fuori.</p>
<p><strong>In conclusione:</strong></p>
<ul>
<li>è conveniente <strong>credere nel potenziale di creare siti di qualità per gli utenti</strong>, anche se questo può costare un po&#8217; di fatica e un piccolo investimento in più; i motori di ricerca nel loro sviluppo migliorativo dovranno premiare sempre di più questa scelta</li>
<li>basare le proprie scelte su affermazioni semplicistiche nella loro limitata &#8220;assolutezza&#8221; (ripetere la stessa parola chiave su tanti elementi della pagina = spam), e prima ancora che qualcuno le scriva, non porta molto lontano.</li>
</ul>
<p>E nel frattempo, magari, <strong>impariamo a usare bene gli altri canali di promozione e comunicazione web e digitali</strong> (oggi fortunatamente ce ne sono molti, <em>social</em> e non), per dipendere un po&#8217; meno dai capricci e dai difetti dei motori di ricerca, nell&#8217;attesa che capiscano che il miglior sito della nostra nicchia è il nostro !</p>
<p>Ma questa è un&#8217;altra storia, che approfondirò in qualche articolo a venire.</p>
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		<title>SEO: cosa conta davvero alle fine del 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 10:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ormai in vsta della fine del 2011, e proprio all&#8217;inizio di quest&#8217;anno risale il mio primo post su questo blog dedicato ad Internet e al Web Marketing visto anche, se non soprattutto, da un punto di vista utile ai piccoli e medi business, ovvero quelli che più da vicino ho conosciuto in 10 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo ormai in vsta della fine del 2011, e proprio all&#8217;inizio di quest&#8217;anno risale il mio primo post su questo <strong>blog dedicato ad Internet</strong> e al <strong>Web Marketing</strong> visto anche, se non soprattutto, da un punto di vista utile ai piccoli e medi business, ovvero quelli che più da vicino ho conosciuto in 10 anni di professione nel web.</p>
<p>Ho quindi deciso di tirare le somme di un anno che ha visto molti cambiamenti significativi in questo mondo, in particolare per quanto concerne l&#8217;ormai celeberrimo <strong>SEO</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)" rel="nofollow" target="_blank">Search Engine Optimization</a>), ovvero la pratica professionale (almeno lo dovrebbe essere) per assicurarsi che i contenuti di un sito possano essere indicizzati al meglio dai motori di ricerca per determinate parole chiave.</p>
<p>Negli ultimi mesi riconosco che io stesso ho avuto dei momenti di &#8220;disorientamento&#8221;, tra l&#8217;avvento di <em>Google Panda</em>, l&#8217;evoluzione dei <em>social networks</em>, l&#8217;esplosione del <em>social media</em> e del <a href="http://www.e-side.it/info/geo-local-marketing/it" target="_blank">geo-local marketing</a> (il marketing che utilizza tutti gli strumenti che si concentrano sulla possibilità di raggiungere un certo <strong>target di utenti localizzato geograficamente</strong>).</p>
<p>Ho seguito da vicino i &#8220;patemi&#8221; di molti proprietari di siti espressi in forum specializzati, a partire da quello per webmaster di Google, terrorizzati dagli <strong>effetti che Panda</strong> e la dichiarata battaglia del leader indiscusso dei motori di ricerca contro i contenuti duplicati e di scarsa qualità, avrebbero avuto (o stavano avendo) sul <strong>posizionamento dei loro siti</strong>.</p>
<p>Ho seguito le discussioni tecniche di mie colleghi, con maggiore visibilità e notorietà sul web di quella che posso avere io, in cui snocciolavano le nuove certezze di <strong>cosa è giusto e sbagliato</strong> agli occhi dei nuovi aggiornamenti dell&#8217;<strong>algoritmo</strong> più celebre del web, e sperimentando per un anno intero mi sono convinto che l&#8217;unica cosa davvero sensata da affermare a chi vuole capire come gestire bene il proprio sito per assicurarsi molte visite e buona visibilità nei motori di ricerca è quella che vado a sintetizzare nella seconda parte di questo post.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-172" title="seo_panda_ottimizzazione" src="http://blog.vistodame.com/files/2011/11/seo_panda_ottimizzazione1.jpg" alt="SEO dopo Google Panda" width="540" height="405" border="0" /></p>
<p>Innanzi tutto diffidare di chi cerca di convincervi che lui si ha capito tutto del <strong>nuovo SEO</strong>, e che gli altri dicono un sacco di cazzate (scusate l&#8217;inglesismo). Verso chi esprime oggi troppe certezze in questo campo (il SEO) mi si accende subito un campanello di allarme, che non ci abbia lui capito molto.</p>
<p>In secondo luogo, e questa fortunatamente è un&#8217;argomentazione che si legge sempre più spesso, è sbagliato preoccuparsi di cosa fare, di diverso rispetto a prima, perché è uscito un <strong>nuovo aggiornamento degli algoritmi</strong>, es. <em>Google Panda</em>, per citarne uno che nel 2011 ha fatto discutere moltissimo. Porsi questo problema significa ammettere che in fondo quello che si ha in mente è certare di &#8220;giocare&#8221;, se non ingannare, di volta in volta nel modo più furbo, la logica adottata dai motori di ricerca.</p>
<p>Pensiamoci bene: una volta accettato che Google, e oggi anche Bing, hanno un <strong>interesse strategico</strong> nel cercare di dare più visibilità ai <strong>migliori siti</strong>, quelli più attinenti, nella ricerca organica, rispetto alla parola chiave con cui vengono interrogati, ne consegue che ogni sforzo, presente e futuro, andrà nella direzione di avvicinarsi il più possibile a questo obiettivo.</p>
<p>Obietto semmai se abbia senso affermare che esita un criterio di maggiore qualità oggettiva (già che i soggetti che cercano sono appunti soggetti, con la loro soggettività), certamente può averlo su piani statistici, ma già che i <strong>cambiamenti negli algoritmi</strong> sono certamente <strong>continui</strong> e non coincidono solo con quelli dichiarati in modo più eclatante e a cui si affibia un bel nome, che faccia il giro del mondo in pochi minuti, è pericoloso porsi l&#8217;obiettivo di inseguirli, soprattutto se si ragiona nel medio-lungo periodo.</p>
<p>Solo chi per motivi particolari, e a volte appunto &#8220;furbi&#8221;, è interessato solo al brevissimo termine è forse costretto a ragionare solo sull&#8217;algoritmo e su come ingannarlo, finché va bene e non si viene bannati o penalizzati.</p>
<p>Per tutti gli altri, a partire dalle aziende di ogni genere, consiglio di porsi il problema di <strong>come precedere gli algoritmi</strong>, e non ci come inseguirli.</p>
<p>Partiamo dal chiederci cosa gli utenti, il nostro target ideale, vorrebbe trovare su un <strong>sito della nostra nicchia</strong>, cosa può determinarlo a giudicarlo positivamente, meglio della concorrenza.<br />
E ancora, come <strong>distinguere la nostra offerta da quella altrui</strong>, non solo nella sostanza, ma anche nella forma, nel modo di presentarla. Come questa possa essere chiara, nei termini usati e nella struttura, vicina al nuovo <strong>modo sempre più sociale di approcciare gli acquisti</strong> e le proprie scelte.</p>
<p>Solo una volta che avremo inquadrato bene questo obiettivo, sarà giusto chiedersi anche come essere sicuri che anche una &#8220;macchina&#8221; (come sono i <strong>sistemi di indicizzazione dei motori di ricerca</strong>) possa tradurre in numeri e in indici digitali, le ragioni per cui noi dovremmo risultare davvero interessanti per un utente in cerca dei nostri servizi, prodotti, o informazioni.</p>
<p>D&#8217;altro canto è questa la sostanza delle indicazioni che lo stesso Google nelle sue guide fornisce: <strong>create contenuti originali e di qualità</strong>; poi cercate di non fare errori perché Google riesca a comprendere bene la qualità dei vostri contenuti.</p>
<p>Questo significa che il <strong>SEO</strong> (nel senso più tecnico) <strong>oggi è divenuto inutile?</strong> <strong>Assolutamente no</strong>, anzi, errori tecnici possono gettare al vento quanto di buono un sito propone dal punto di vista dei contenuti, forse oggi più di ieri, proprio perché la concorrenza da un aparte, e la compessità dall&#8217;altra, possono accrescersi moltissimo anche nel corso di un solo anno.</p>
<p>Oggi il web è molto complesso, molto più di pochi anni fa. E&#8217; essenziale avere un <strong>approccio professionale</strong> ad ogni aspetto di un piano di comunicazione digitale.</p>
<p>Significa però, dal mio punto di vista, che <strong>non esistono tecniche miracolistiche</strong>, capaci di dare risultati di lungo periodo, tanto assolutamente valide da potersi preoccupare solo di queste, e dimenticarsi della sostanza, del nostro business, del nostro <strong>marketing</strong>, e quindi del nostro sito o blog.</p>
<p>Vi sembra che abbia scritto cose ovvie o banali? Vi sembra che abbia espresso poca concretezza?<br />
<strong>Sbagliato!!!</strong><br />
Vi assicuro che leggendo in giro è pieno, ma davvero pieno di persone che ragionano nel modo che ho indicato come sbagliato, e che <strong>prendono decisioni sbagliate</strong> e non escono dai loro problemi, perché non comprendono fino in fondo la giusta via da seguire.</p>
<p>La tecnica e le azioni concrete sono importanti, ma nulla valgono se la <strong>strategia</strong> ci porta nella direzione sbagliata, e d&#8217;altro canto <strong>comprendere la sostanza delle cose</strong> può rappresentare già metà della soluzione (chi ben comincia &#8230;).</p>
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		<title>Ottimizzare la struttura di siti complessi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 15:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>
		<category><![CDATA[link interni]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un incontro avuto con un mio cliente per descrivere un concetto che può sembrare banale, ma che forse a qualcuno ancora sfugge. Parlo ancora del problema dei problemi, per chi ha un sito Internet, ovvero della sua facile ottimizzazione ai fini del posizionamento nei motori di ricerca. Voglio riferirmi in particolare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto da un incontro avuto con un mio cliente per descrivere un concetto che può sembrare banale, ma che forse a qualcuno ancora sfugge.<br />
Parlo ancora del problema dei problemi, per chi ha un sito Internet, ovvero della sua facile ottimizzazione ai fini del <a title="seo" href="http://www.e-side.it/info/posizionamento-motori-ricerca/it" target="_blank">posizionamento nei motori di ricerca</a>.<br />
Voglio riferirmi in particolare a siti sufficientemente strutturati, per esempio con un ampio catalogo, e con diverse categorie &#8220;tematiche&#8221;.</p>
<p>Non sono molto originale se parlo di pensare alle <em>keywords</em> che si ritiene pertinenti e commercialmente interessanti per il proprio business come ad una <strong>piramide</strong>. Lo dico perché è una &#8220;teoria&#8221; già ben trattata nei blog di SEO (<strong>ottimizzazione nei motori di ricerca</strong>). Le parole più rilevanti, ma più competitive le mettiamo sulla punta della piramide; quelle meno popolari in termini di ricerche, ma più specifiche e capaci di attrarre <strong>traffico molto mirato</strong> le mettiamo in basso.</p>
<p>Quello che ho voluto rappresentare al mio cliente, però, è che anche la <strong>struttura dei contenuti del sito</strong> dovrebbe rispondere a questo tipo di organizzazione. Anche di questo, di una organizzazione dei contenuti piramidale o a &#8220;compartimenti&#8221;, si può trovare diffusa trattazione, ma spesso in termini molto tecnici e fin troppo analitici.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-158" style="border: 0pt none;" title="piramide contenuti e keywords" src="http://blog.vistodame.com/files/2011/09/piramide_keywords_e_contenuti.jpg" alt="piramide contenuti e keywords" width="536" height="337" />Quando si ha un sito molto ricco di contenuti, e quindi di pagine, parlo di alcune centinaia, tanto più se su più <strong>categorie tematiche</strong>, una cattiva organizzazione dei contenuti e della navigazione tra di essi può rendere molto più complicato e innaturale il lavoro di ottimizzazione ai fini di una corretta <strong>indicizzazione nei motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Peraltro non sempre una <strong>buona impostazione per gli utenti</strong> del sito coincide con una impostazione ottimale per i motori di ricerca, e viceversa. Nel caso specifico il sito è assolutamente ben fruibile da parte dei visitatori grazie ad un efficiente motore di ricerca interno. Gli <em>spider</em> dei <strong>motori di ricerca</strong> però non sono in grado di seguire questo motore di ricerca, ed essendo vasto e tematicamente disomogeneo l&#8217;insieme di informazione presente sul sito, necessita di una struttura di archiviazione e individuazione tematica chiara. Se questa non è già naturalmente rappresentata nel <strong>menu di navigazione</strong> e nella struttura delle pagine intermedie (come profondità rispetto alla home page), è necessario fare un attento lavoro di &#8220;costruzione&#8221; di questo schema e di attenzione affinché questo venga correttamente &#8220;letto&#8221; da parte dei motori di ricerca.</p>
<p>Nei miei post passati già più volte ho toccato il tema dell&#8217;importanza dell&#8217;<strong>analisi preliminare</strong> dei contenuti e della pianificazione della propria <a href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/seo-e-indicizzazione/" target="_blank">strategia di web marketing</a>, da fare prima di costruire il sito e non quando la &#8220;casa&#8221; è già stata costruita, e fare ristrutturazioni può essere complicato e costoso.</p>
<p>Tornando all&#8217;esempio da cui ho preso spunto potrei rappresentare il sito in questione con una struttura orizzontale in cui sotto la home page si trova una &#8220;distesa&#8221; di contenuti, con un sistema di ricerca per saltare da un punto all&#8217;alto del nostro piano, ma senza una chiara gerarchia tematica e di importanza comprensibile ai motori di ricerca.<br />
Un&#8217;<strong>organizzazione gerarchica e tematica di tipo piramidale</strong>, invece, facilita anche la costruzione naturale di una struttura di <strong>link interni</strong> tra le diverse pagine e tra le diverse sezioni del sito che può sostenere, invece che contrastare, il buon posizionamento del sito per diverse parole chiave.<br />
Ricordiamo infatti che il buon posizionamento per certe <em>keywords</em> dipende dall&#8217;<strong>autorevolezza</strong> che a una certa pagina viene conferita da parte di Google (e altri motori di ricerca) per un certo tema, e che anche un struttura interna di link ben fatta, che favorisca il collegamento tra pagine dello stesso tema e che eviti una eccessiva dispersione, in termini di link presenti sulla stessa pagina, può fare la differenza in termini di ottimizzazione.<br />
Chiaramente questo discorso vale per siti di grandi dimensioni, se si parla di una decina di pagine o meno la criticità di questo elemento è trascurabile.<br />
In definitiva, il mio consiglio è: create la vostra <strong>piramide di keywords</strong> da una parte, e una corrispondente <strong>piramide dei contenuti</strong> dall&#8217;altra. Garantendo all&#8217;utente di poter raggiungere qualsiasi contenuto in non più di due o tre click dalla home page, studiate o fate studiare al vostro web master  una struttura di menu, di mappa del sito, e di link interni ancorati su testo significativo, che aiuti i motori di ricerca ad attribuire autorevolezza tematica ai vostri contenuti in modo coerente con le vostre aspettative.</p>
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		<title>Esempi di successo di Social Marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 19:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di news sul mondo di Internet diffuse nell&#8217;ultimo mese mi portano a proseguire ad approfondire il tema toccato nel mio ultimo post, ovvero il peso sempre maggiore che i Social Media sembrano sottrarre agli strumenti di web marketing più consolidati. Voglio farlo con particolare attenzione a quello straordinario connubio che sembra realizzarsi quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una serie di <strong>news sul mondo di Internet</strong> diffuse nell&#8217;ultimo mese mi portano a proseguire ad approfondire il tema toccato nel mio ultimo post, ovvero il peso sempre maggiore che i Social Media sembrano sottrarre agli strumenti di <a href="http://www.e-side.it/info/web_agency/it" target="_blank">web marketing</a> più consolidati.<br />
Voglio farlo con particolare attenzione a quello straordinario connubio che sembra realizzarsi quando la funzione sociale incontra quella della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geolocalizzazione" target="_blank" rel="nofollow">geolocalizzazione</a>, per dar vita al cosiddetto <a href="http://www.e-side.it/info/geo-local-marketing/it" target="_blank">geolocal marketing</a>.<br />
Sono molte le idee e le applicazioni di Marketing concepite negli ultimi tempi, certamente stimolate dal successo che i <em>Social Networks</em>, <a href="http://www.facebook.com" target="_blank" rel="nofollow">Facebook</a> su tutti, stanno innegabilmente avendo in tutto il mondo.</p>
<p>Molte di queste, appunto, sfruttano il concetto di <strong>geolocalizzazione degli utenti</strong>, oggi diffusamente possibile grazie alla tecnologia GPS integrata nei moderni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Smartphone" target="_blank" rel="nofollow">Smartphone</a>, iPhone da una parte, e quelli dotati del sempre più diffuso sistema operativo Android dall&#8217;altra.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-153" title="geo-digital-marketing" src="http://blog.vistodame.com/files/2011/08/geo-digital-marketing.jpg" alt="geo-digital-marketing" width="500" height="329" /><br />
Un grande impulso al <strong>geo-marketing</strong> lo ha dato <a href="http://www.foursquare.com" target="_blank" rel="nofollow">Foursquare</a>, sia nell&#8217;ambito del turismo, sia in quello dello shopping.<br />
Foursquare, applicazione di geo-social-network, ancora non molto diffuso in Italia, dichiara però già 10 milioni di utenti nel mondo.<br />
La sua caratteristica, presto copiata da <a href="www.facebook.com/places/" target="_blank" rel="nofollow">Facebook Places</a>, è di consentire di segnalare la propria presenza nei luoghi pubblici, come locali, negozi, ristoranti, musei, palazzi, ma anche eventi e spettacoli, attraverso un&#8217;operazione chiamata “<strong>check-in</strong>”.<br />
Si fa check-in ogni volta che si desidera far conoscere alla <strong>community</strong> di Foursquare dove si è e per lasciare qualche commento.<br />
Per incentivare i check-in Foursquare ha concepito un sistema di riconoscimento di punti e <strong>badge</strong>, e molte aziende hanno già colto il potenziale di questo meccanismo in termini di <strong>marketing</strong>, creando <strong>sconti</strong> dedicati, e non solo.<br />
Gli esempi sono più numerosi all&#8217;estero, e questo articolo, in inglese, ne descrive alcuni particolarmente interessanti:<br />
<a href="http://mashable.com/2011/07/13/foursquare-marketing-campaigns/" target="_blank" rel="nofollow">Leggi articolo su campagne Marketing con Foursquare</a></p>
<p>Anche in <strong>Italia</strong>, comunque, c&#8217;è chi non sta a guardare. E&#8217; il caso della nota catena di negozi COIN. I dettagli in questo articolo che ne descrive la Case History.<br />
<a href="http://www.webinfermento.it/foursquare-il-geomarketing-territoriale-opportunita-strategiche-e-il-caso-coin/" target="_blank" rel="nofollow">Leggi articolo Case History Coin e Foursquare</a></p>
<p>Restando in Italia, sono frequenti comunque le iniziative che sembrano voler cavalcare l&#8217;onda &#8220;Social&#8221;, sia per ragioni di Marketing (far parlare di sé), sia per sfruttare un reale potenziale dato dalla <strong>circolazione delle informazioni</strong> <em>user-to-user</em>.<br />
E&#8217; il caso di <a href="http://risparmiosuper.it/" rel="nofollow" target="_blank" rel="nofollow">RisparmioSuper</a>, progetto nato dall&#8217;idea di due giovani imprenditori italiani per consentire la comparazione dei prezzi dei prodotti venduti nei <strong>supermercati</strong> di tutta Italia, e che aveva già aggiunto l&#8217;elemento di <strong>geolocalizzazione</strong>, indicando, per i prodotti inseriti nel carrello virtuale, il punto vendita più vicino col prezzo più conveniente.<br />
Ora introduce una <strong>logica &#8220;social&#8221;</strong> per gli utenti registrati, i quali potranno a breve inserire direttamente i prezzi applicati nei supermercati, contribuendo così in prima persona all&#8217;aggiornamento della base dati, mentre già ora è possibile <strong>commentare</strong> i prodotti e scambiarsi opinioni, oltre che salvare le proprie liste della spesa, dei prodotti, delle marche e dei supermercati preferiti, per ricevere <strong>coupon per sconti</strong> e promozioni direttamente sul cellulare.</p>
<p>Dalla Russia, invece, arriva un&#8217;idea per il mondo delle ristorazione, grazie ad una <a href="http://en.iiko.ru/" rel="nofollow" target="_blank" rel="nofollow">software house russa</a> produttrice di un sistema integrato per la gestione dei ristoranti (ordini, gestione magazzino, contabilità e sicurezza).<br />
L&#8217;idea è di integrare nei ristoranti che già adottano il loro sistema uno schema di <strong>fidelizzazione</strong> e di <strong>logica sociale</strong>.<br />
I clienti più affezionati saranno incentivati a suggerire ai loro &#8220;amici&#8221; di recarsi negli stessi ristoranti, pubblicando commenti positivi.<br />
Qualora le persone a loro collegate si rechino nel ristorante, questi riceveranno gratuitamente un <a href="http://www.gallardo.cc" target="_blank">drink</a> o un burger, ed una parte della loro spesa sarà attribuita in forma di sconto a chi li ha connessi.</p>
<p>Quello che ai suoi albori era stato definito l&#8217; &#8220;<strong>Internet in piedi</strong>&#8220;, ovvero la <strong>connettività mobile</strong> fruita tramite <strong>Smartphone</strong>, sembra quindi destinata ad avere un forte impulso proprio grazie alla sua naturale interazione con i <em>Social Networks</em>.<br />
Ed è facile prevedere che presto lo Smartphone diventerà uno strumento ancora più indispensabile nella nostra vita di tutti i giorni, grazie alla nuova tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Near_Field_Communication" target="_blank">NFC</a>, destinata presto ad essere integrata in tutti i nuovi modelli, per dotarli anche della funzioni di <strong>carta di credito</strong>.<br />
La tecnologia NFC consentirà di realizzare il collegamento naturale tra online e <strong>offline</strong> (si basa sulla prossimità tra smartphone e smartphone, o tra smartphone e altri sensori, senza necessità di collegamento online), e chissà che questo non dia un&#8217;ulteriore svolta alle iniziative del <strong>Digital Marketing</strong>.</p>
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		<title>Meglio primi su Google o su Facebook?</title>
		<link>http://blog.vistodame.com/2011/web-marketing/meglio-primi-su-google-o-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 10:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si occupa di posizionamento nei motori di ricerca e del cosiddetto SEM (Search Engine Marketing) non può oggi fare a meno di confrontarsi con la crescente attenzione delle aziende verso i Social Networks (Facebook in primis) come mezzo di e-marketing. La socialità è un elemento essenziale dell&#8217;essere umano, da sempre, e gli attuali social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi si occupa di <a href="http://www.e-side.it/info/posizionamento-motori-ricerca/it" target="_blank">posizionamento nei motori di ricerca</a> e del cosiddetto SEM (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Search_engine_marketing" target="_blank">Search Engine Marketing</a>) non può oggi fare a meno di confrontarsi con la crescente attenzione delle aziende verso i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale" target="_blank">Social Networks</a> (<strong>Facebook </strong>in primis) come mezzo di <em>e-marketing</em>.</p>
<p>La <strong>socialità</strong> è un elemento essenziale dell&#8217;essere umano, da sempre, e gli attuali <em>social networks</em> sembrano quindi rappresentare la naturale evoluzione della tecnologia <strong>Internet </strong>per assecondare questa propensione.</p>
<p>Il fatto è che l&#8217;<strong>interesse commerciale</strong> si è rapidamente insinuato nei più sottili meccanismi di questi canali di comunicazione digitale. Da Facebook a <a href="https://it.foursquare.com/" target="_blank">FourSquare</a> &#8220;qualcuno&#8221; vuole portarci a rendere &#8220;pubbliche&#8221; tutte le nostre preferenze e i nostri acquisti.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo è semplice e per nulla nuova. Tutti noi siamo portati a fare cose e acquisti se consigliati da persone di nostra conoscenza e fiducia (il classico <strong>passaparola</strong>). Internet ha reso possibile estendere la nostra cerchia di &#8220;amici&#8221; in modo impensabile coi canali di comunicazione e incontro tradizionali, e quindi ha fatto nascere forme nuove e più complesse di passaparola.</p>
<p>Se il singolo utente si può illudere di avere il <strong>controllo </strong>sull&#8217;estensione della propria &#8220;esposizione&#8221;, chi controlla i <em>networks</em> dispone in realtà dell&#8217;interezza delle informazioni prodotte dalle condivisioni sociali.</p>
<p>La <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-47f24a67-0008-4a89-a6b3-ddab3eff9d5e.html" target="_blank">trasmissione di inchiesta Report </a>(RAI3) ha dedicato nell&#8217;ultima stagione una trasmissione sui &#8220;rischi&#8221; per la nostra <strong>privacy</strong> collegati all&#8217;utilizzo dei <em>social networks</em> (e non solo), che ha, come sempre, attirato l&#8217;attenzione di molti e fatto accrescere la sensibilità su questo tema (l&#8217;ho riscontrato anche tra i miei contatti).</p>
<p>Ciò detto, non si può però negare che il &#8220;<strong>Mi piace</strong>&#8221; è oggi un must del marketing, tanto da essere stato sperimentato anche in configurazioni &#8220;off-line&#8221; tramite la <a href="http://www.nyxsrl.it/" target="_blank">tecnologia RfId</a> (sensori di prossimità e tag opportunamente configurati utilizzati nel corso di eventi per esprimere le preferenze dei partecipanti).</p>
<p>Oggi, in particolare nelle applicazioni B2C (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Business_to_Consumer" target="_blank">Business to Consumer</a>), c&#8217;è bisogno di esposizione tramite il &#8220;<strong>Mi piace</strong>&#8220;, quanto di <strong>visibilità nei motori di ricerca</strong>, ed è lecito porsi il problema se l&#8217;influenza di Facebook, e degli altri Social Networks, sia destinata a superare quella di <strong>Google</strong> e dei motori di ricerca. Prova ne è anche il recente lancio di <a href="http://www.google.com/+1/button/" target="_blank">Google+1</a>, come prima riposta del colosso Internet, alla sempre più agguerrita concorrenza.</p>
<p>La mia opinione è che ci sono molti contesti dove l&#8217;importanza della <strong>visibilità nei motori di ricerca</strong> è ancora prevalente (ovvio che potendo è meglio trarre il massimo da entrambi i canali), mentre in altri (es. la <em>Brand Reputation</em>, il rapporto delle grandi marche coi propri clienti, o le iniziative basate su &#8220;eventi&#8221;) sia ormai indispensabile un congruo investimento nella cura della propria presenza nei Social Networks.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Posizionamento organico e ritorno sull&#8217;investimento</title>
		<link>http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/organico-ritorno-investimento/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 20:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>
		<category><![CDATA[keywords]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[roi]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come altre volte parto dalla premessa che in questo blog voglio soprattutto portare qualche contributo in base all&#8217;esperienza diretta maturata, piuttosto che riprendendo o ricopiando consigli già scritti in centinaia di siti. In questo senso penso di poter parlare a ragion veduta di come si approcciano i titolari di attività che dispongono di un budget [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come altre volte parto dalla premessa che in questo <a href="http://blog.vistodame.com">blog</a> voglio soprattutto portare qualche contributo in base all&#8217;esperienza diretta maturata, piuttosto che riprendendo o ricopiando consigli già scritti in centinaia di siti.</p>
<p>In questo senso penso di poter parlare a ragion veduta di come si approcciano i titolari di attività che dispongono di un budget limitato per il marketing, e quindi anche per il <a title="web marketing" href="http://www.e-side.it/info/web_agency/it" target="_blank">web marketing</a>, e di come chi si propone professionalmente per <strong>ottimizzare i siti per i motori di ricerca</strong> e per proporre strategie di web marketing efficaci si deve rapportare con loro.</p>
<p>In questo articolo voglio concentrarmi sull&#8217;elemento del <strong>posizionamento organico</strong> e quindi dell&#8217;ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca e per <strong>Google</strong> in particolare, dal punto di vista non tanto della tecnica, quando della <strong>gestione dell&#8217;investimento</strong> che il titolare del sito fa.</p>
<p>Statistiche globali alla mano si può vedere come una parte preponderante, di gran lunga, degli investimenti destinati ai motori di ricerca va alla componente a pagamento (sintetizzo col <em>pay-per-click</em>), mentre una prevalenza quasi equivalente premia i <strong>risultati organici</strong> in termini di probabilità che l&#8217;accesso al sito si traduca in acquisti, diretti o indiretti, di prodotti e servizi.</p>
<p>In altre parole se l&#8217;80% degli acquisti (per dare un ordine di grandezza) deriva da accessi provenienti da <strong>posizionamento organico</strong>, solo il 20% degli investimenti sono diretti al SEO (<a title="Search Engine Optimization" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_%28motori_di_ricerca%29" target="_blank"><em>Search Engine Optimization</em></a>).</p>
<p>Perché accade questo? Sono in grado di convincere i miei potenziali clienti dell&#8217;utilità di fare il contrario, destinando la parte preponderante del loro investimento al posizionamento organico?</p>
<p>L&#8217;<strong>ottimizzazione di un sito</strong> fatta seriamente e in modo strutturale richiede tempo e i suoi <a href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/quanto-costa-il-servizio-di-seo/" target="_blank">costi non possono quindi essere trascurabili</a>.</p>
<p>Supponiamo che su un sito web di una piccola realtà sia stato creato o rinnovato con una grafica curata e con dei contenuti chiari, e che l&#8217;ottimizzazione abbia portato per diverse frasi di ricerca attinenti l&#8217;attività specifica un <strong>posizionamento nelle prime due pagine di Google</strong> e per alcune nei primi 3-5 posti.</p>
<p>Per il professionista del <strong>SEO</strong> può dirsi un successo, ha fatto bene la sua parte.</p>
<p>Ma cosa succede se al sito arrivano pochi accessi o se nonostante un buon numero di accessi i clienti non arrivano? Il titolare del sito web potrebbe a ragione pensare di non avere speso bene i soldi richiesti per il <strong>servizio di posizionamento</strong>.</p>
<p>Certo se gli accessi ci sono la colpa può essere del sito poco convincente o del prodotto o servizio non all&#8217;altezza del suo mercato. Internet è un grande <strong>strumento di marketing</strong>, ma non fa miracoli. Non può trasformare un prodotto scadente in ottimo solo perché Google mostra il suo sito in cima al <em>ranking</em>.</p>
<p>Anche il <strong>numero di accessi</strong> può essere relativo. <strong>Internet</strong> più di altri mezzi ha una grande potenzialità di connetterci con la nicchia di utenti potenzialmente interessati al nostro servizio o prodotto, ma la via per realizzare questa connessione non è sempre così semplice da realizzare.</p>
<p>Vediamo quindi di trarre qualche conclusione.</p>
<ol>
<li>Non sempre un buon posizionamento 	per <strong>chiavi di ricerca</strong> attinenti porta un immediato beneficio in 	termini di vendite</li>
<li>Ciononostante, se il lavoro di 	ottimizzazione è fatto nella struttura portante del sito (e non su 	mini-siti o l<em>anding pages</em> esterne) produce indirettamente sempre un 	beneficio nel medio periodo perché ne <strong>migliora i contenuti</strong> e la 	struttura di navigazione e la compatibilità.</li>
<li>Per questo, è meglio operare su 	una buona struttura di base, su un sito web che ha una prospettiva di 	vita di medio periodo piuttosto che su un sito ormai vecchio e 	tecnicamente superato (ottimizzare un sito che sei mesi dopo verrà 	completamente rifatto non ci consente di dare una prospettiva di 	medio termine al lavoro fatto)</li>
<li>Un iniziale <strong>ritorno 	sull&#8217;investimento dell&#8217;ottimizzazione di un sito</strong> per i motori di 	ricerca apparentemente non all&#8217;altezza delle aspettative non è 	necessariamente sintomo di un cattivo servizio di posizionamento; 	può aiutare l&#8217;imprenditore a capire che il suo business va messo a 	fuoco meglio, non solo nell&#8217;impostazione del sito, ma anche dei suoi 	prodotti e servizi e del loro posizionamento nel mercato</li>
<li>Ci sono dei casi obiettivamente 	difficili; per es. per un nuovo agriturismo non può pensare di 	avere una visibilità in prima pagina per la sola parola, ma questo 	sarebbe obiettivamente anche inutile. Normalmente chi cerca un 	agriturismo lo cerca in una certa zona (es. <a title="agriturismo vicenza" href="http://www.bioagriturismoalbaspina.it/info/agriturismi-vicenza/it" target="_blank">Agriturismo 	Vicenza</a>), ma anche a livello di provincia l&#8217;offerta, in Italia, 	è molto diffusa, e si aggiungono i portali verticali. Bisogna 	allora pensare a cosa contraddistingue la nostra  offerta specifica 	(c&#8217;è il parco per i bambini, offro prodotti biologici, sorge in una 	zona particolare), e per questi il sito web deve essere molto 	convincente nel descrivere i servizi e nel renderli commercialmente 	appetibili.</li>
</ol>
<p>Ma se dopo il primo investimento non ci sembra che arrivino i riscontri economici, che fare ?</p>
<ol>
<li>Non bisogna comunque desistere, un 	buon lavoro prima o poi paga, ma ci vuole coerenza in tutta la 	catena di vendita e idee chiare sul <strong>posizionamento del proprio 	prodotto</strong> (questa volta non parlo dei motori di ricerca, ma del 	marketing in generale)</li>
<li>Sia per la visibilità, nei motori 	di ricerca, nei <em>social networks</em>, sia per la probabilità di 	convertire la visibilità in vendita, <em>Content is King</em>, il <strong>contenuto</strong> è l&#8217;elemento principe, per cui mettiamoci in testa che dobbiamo 	avere buone idee, o dare una forma accattivante alle buone idee.</li>
<li>Per questo, ritengo preferibile 	privilegiare <strong>strategie di posizionamento</strong> che lavorino sui contenuti 	organici al sito, piuttosto che su “sovrastrutture” un po&#8217; 	posticce</li>
<li>Per mettere meglio a fuoco il 	nostro business, facciamoci sempre guidare da questa stella polare: 	quale elemento di passione ci ha portato a creare questo business (o 	di occuparcene) e che cosa l&#8217;azienda ambisce di poter fare meglio 	degli altri. Tanto più potremo e sapremo essere fedeli e coerenti a 	questi “principi” e tanto maggiore sarà la <strong>probabilità di 	successo</strong>.</li>
<li>Infine, una volta chiarite le 	nostre idee, sforziamoci di capire cosa davvero può interessare e 	servire al <strong>target</strong> naturale dei nostri prodotti e servizi e quale 	forma di comunicazione, anche nel sito Internet, può massimizzare 	l&#8217;attenzione rivoltaci.</li>
</ol>
<p>Se avremo la sensazione di avere messo bene a fuoco la nostra posizione nel mercato e le <strong>aspettative dei nostri potenziali clienti</strong>, non voglio arrivare a dire che il <strong>posizionamento nei motori di ricerca</strong> arriverà da solo, ma certamente saremo pronti a cogliere il massimo, come ritorno sull&#8217;investimento, dalle tecniche di <strong>ottimizzazione per i motori di ricerca</strong>.</p>
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		<title>Trovare lavoro nel web</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molti i ragazzi che cercano di trovare lavoro nell&#8217;ambito del web. Ne ho esperienza diretta dai contatti diretti alla mia web agency. E sono molte, in effetti, le professionalità che si possono applicare a questo settore, oggi più che mai. Riscontro però l&#8217;errata convinzione, da parte di molti, che basta avere  una qualche conoscenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molti i ragazzi che cercano di trovare lavoro nell&#8217;ambito del web.<br />
Ne ho esperienza diretta dai contatti diretti alla mia <a title="Web agency a Vicenza" href="http://www.e-side.it" target="_blank">web agency</a>.</p>
<p>E sono molte, in effetti, le professionalità che si possono applicare a questo settore, oggi più che mai.</p>
<p>Riscontro però l&#8217;errata convinzione, da parte di molti, che basta avere  una qualche conoscenza di uno strumento per <strong>creare o gestire un sito Internet</strong>, magari sviluppata nel tempo libero, o un corso di poche ore, per potersi proporre in modo credibile ad una azienda del settore.</p>
<p>Oggi più di ieri, invece, lavorare per una agenzia web richiede un buon grado di <strong>specializzazione </strong>in almeno una delle tante attività organiche alla sua organizzazione:</p>
<ul>
<li>web project management</li>
<li>programmazione server-side</li>
<li>programmazione client-side</li>
<li>grafica, web design</li>
<li>copyrighting, article marketing</li>
<li>SEO (ottimizzazione della struttura del sito per l&#8217;<a href="http://www.e-side.it/info/posizionamento-motori-ricerca/it" target="_blank">indicizzazione nei motori di ricerca</a>)</li>
<li>SEM (AdWords – pay-per-click)</li>
<li>Social Networks Marketing</li>
<li>Video Marketing</li>
</ul>
<p>e l&#8217;elenco potrebbe continuare.</p>
<p>Qualsiasi ragazzino è in grado di &#8220;smanettare&#8221; nel web, ma saper creare valore in un&#8217;<a href="http://www.e-side.it" target="_blank">azienda specializzata in Internet</a> a livello professionale è tutt&#8217;altra cosa.</p>
<p>Purtroppo spesso anche le aziende committenti non hanno ben chiaro questo punto, magari perché il loro primo sito è stato realizzato &#8220;in casa&#8221; da qualche amico o parente, o perché pensano che basta avere un sito online per essere automaticamente al primo posto su Google per le parole chiave di proprio interesse.</p>
<p><strong>Ecco i miei consigli per chi voglia intraprendere una professione nel web.</strong></p>
<p>Innanzi tutto è importante <strong>misurare la propria passione</strong> per il settore Internet. Come per qualsiasi altro ambito solo un reale interesse può portare a risultati importanti, o comunque significativi.</p>
<p>In secondo luogo convincersi che lavorare nell&#8217;ambito dei servizi per la comunicazione e la vendita in Internet è una cosa seria, che <strong>serve studio e un aggiornamento continuo</strong>. La fortuna del Web è che le informazioni reperibili gratuitamente e i forum e blog su cui trovare risposte sono moltissimi. L&#8217;auto-apprendimento quindi è una risorsa fondamentale.</p>
<p>Questo però non cancella l&#8217;importanza di solide basi di conoscenza nel settore in cui si opera.</p>
<p>Scrivere testi per l&#8217;article marketing &#8220;da battaglia&#8221; può richiedere la sola conoscenza di alcune regole base su come inserire le keywords e i links al sito che si vuole promuovere, ma scrivere <a href="http://blog.vistodame.com/2011/web-marketing/comunicati-stampa-press-release-cominciare/"><em>comunicati stampa</em></a> credibili e articoli che meritino spazio in canali più importanti è necessario saper dominare bene la scrittura !<br />
Viceversa, se si è portati e si ha esperienza nella scrittura senza la minima consapevolezza dell&#8217;importanza del saper scrivere anche per i motori di ricerca, si possono creare danni seri alla visibilità in Internet di un&#8217;azienda.</p>
<p>Con questo veniamo al secondo punto.<br />
Per molte figure professionali richieste dal Web non esistono ancora <strong>percorsi formativi finalizzati</strong>.</p>
<p>La distanza tra i programmi scolastici e universitari e il mondo del lavoro è un problema ben noto per l&#8217;Italia, ma in un settore dove nel giro di sei mesi lo scenario può evolversi in modo significativo la cosa diventa ancora più problematica.</p>
<p>Prenderebbe troppo spazio cercare di analizzare il percorso ideale per tutte le mansioni che ho sopra elencato, oltre alle altre che ho tralasciato.</p>
<p>Mi limito quindi a ribadire alcuni concetti fondamentali e universalmente validi.</p>
<p><strong>Non cercare scorciatoie</strong>, non pensare che basti leggere qualche eBook per costruire una carriera solida e duratura, partire dai fondamentali di una buona formazione.</p>
<p><strong>Informarsi e leggere molto</strong>, Internet è una fonte inesauribile in questo senso.</p>
<p><strong>Uno stage in azienda</strong> può aiutare a comprendere i propri limiti e le necessità che la professione che si vuole abbracciare dovrà soddisfare.</p>
<p>Come per ogni altro settore l&#8217;esperienza è essenziale e ogni opportunità di mettersi in gioco è importante e va colta. Diversamente da altri ambiti, però, <strong>Internet consente di sperimentare anche in proprio</strong>, sia nel web design, sia nella comunicazione, e questa opportunità non va trascurata.</p>
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		<item>
		<title>Come scegliere le keywords</title>
		<link>http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/come-scegliere-le-keywords/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 07:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esideny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento nei Motori di Ricerca (SEO)]]></category>

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		<description><![CDATA[Il desiderio di ogni proprietario di sito web che venga pubblicato per la prima volta è di vederlo in cima a tutte le ricerche nei motori di ricerca per le più comuni e generiche keywords attinenti al settore. Il posizionamento delle pagine di un sito Internet nei risultati organici di Google per termini di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il desiderio di ogni proprietario di <strong>sito web</strong> che venga pubblicato per la prima volta è di vederlo in cima a tutte le ricerche nei <strong>motori di ricerca</strong> per le più comuni e generiche <em>keywords </em>attinenti al settore.</p>
<p>Il <a href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/seo-e-indicizzazione/">posizionamento</a> delle pagine di un <a title="Creare sito Internet" href="http://www.e-side.it/info/creazione-siti-internet/it" target="_blank">sito Internet</a> nei risultati organici di Google per termini di ricerca molto generici, composti da una o due parole, è però una faccenda molto complicata per un sito appena creato, e una buona strategia è essenziale per ottenere comunque <strong>accessi provenienti dai motori di ricerca</strong> in tempi relativamente brevi.</p>
<p>La mia esperienza mi porta a consigliare questa impostazione: innanzi tutto bisogna prepararsi a una &#8220;maratona&#8221;, non ad uno sprint che si brucia in poche settimane.<br />
Ogni fase dell&#8217;evoluzione della presenza in Internet del nostro sito richiede delle azioni adeguate a quello specifico momento, e tutte devono trovare una ragione in una <strong>strategia di lungo termine</strong>.</p>
<p>A meno che non possiate contare sulla rapida creazione di diversi <strong>links entranti</strong> sul vostro da siti molto accreditati (per anzianità, trust rank, page rank &#8211; anche se quest&#8217;ultimo si ritiene contare ormai poco), il mio consiglio è quello di evitare di spendersi troppo su parole iper competitive per i primi mesi.<br />
Nelle prime settimane è invece utile mettersi nelle condizioni di poter <strong>ottimizzare il proprio sito per un numero elevato di keywords </strong>composte ciascuna da diverse parole, certamente meno popolari come volume di ricerca, ma decisamente più abbordabili in termini di posizionamento nella <strong>prima pagina di Google</strong>. So che non stò descrivendo nulla di nuovo, ho toccato il tema delle <em>long-tail keywords</em>, e molti prima di me, anche in passato, ma voglio svolgerlo più computamente per i meno esperti.<br />
E&#8217; naturale che la prima domanda sia sul come sceglierle. Prima della pubblicazione del sito lo <a href="https://adwords.google.com/select/KeywordToolExternal" target="_blank">strumento per la keywords di Google</a> è certamente fondamentale, almeno per giudicare la popolarità delle ricerche (sul livello di competizione va fatta un po&#8217; di attenzione).<br />
Ancora più interessante sarebbe poter visionare le statistiche sull&#8217;origine degli accessi provenienti dai motori di ricerca di siti dello stesso settore, ma questo ovviamente è piuttosto improbabile ottenerlo.<br />
Volutamente mi concentro solo sugli elementi che riguardano la <strong>scelta delle keywords</strong> e l&#8217;ottimizzazione del sito, tralasciando il fattore <a href="http://blog.vistodame.com/2011/posizionamento-nei-motori-di-ricerca-seo/migliora-il-posizionamento-del-tuo-sito-inbound-links/">inbound links</a>.</p>
<p><strong>1. Utilizzando gli strumenti disponibili online, selezionate un buon numero di frasi di ricerca composte da 3-5 parole attinenti al vostro settore</strong></p>
<p>Quante? Dipende dal settore e dalla dimensione del sito, dal numero di pagine, e questo mi porta al secondo punto.</p>
<p><strong>2. Mettetevi nelle condizioni di disporre, nel sito web, di un numero abbastanza elevato di pagine e di poter creare nuovi contenuti nel tempo</strong></p>
<p>Questo significa evitare siti minimali, prevedere anche contenuti di approfondimento e non solo commerciali e istituzionali, e disporre di un buon CMS (software per la gestione dei contenuti)</p>
<p><strong>3. Appena pubblicato il sito, avendo ottimizzato ciascuna pagina per una o due frasi chiave, assicuratevi di disporre di strumenti di analisi degli accessi</strong></p>
<p>Se il vostro sito è online da pochi giorni le statistiche sugli accessi prodotti da ricerche non vi sarà molto d&#8217;aiuto, ma dopo qualche settimana invece sarà molto utile consultare le statistiche, es. di <a href="http://www.google.com/intl/it/analytics" target="_blank">Google Analytics</a>, e i dati forniti dagli <a href="http://www.google.com/webmasters/tools/?hl=it" target="_blank">Strumenti per web master di Google</a>,  nella sezione <strong>Il tuo sito sul Web &gt; Query di ricerca</strong>, consultando il dato sulle <strong>Impressioni</strong>, e la posizione media rispetto a ciascuna query. Per disporre di questi due strumenti è necessario poter disporre di un certo controllo anche tecnico sul sito, oppure di poterlo chiedere al web master che vi deve assistere, e di possedere o creare un account gmail.</p>
<p><strong>4. Giudicate la scelta delle keywords e il lavoro di ottimizzazione fatto in base al numero di accessi prodotti e individuate nuove frasi chiave capaci di produrre un buon numero di impressions anche se la posizione media del vostro sito non è ancora ottimale (prime 10 o 20 posizioni).</strong></p>
<p><strong>5. In base all&#8217;analisi delle statistiche, create nuove pagine e aggiustate gli elementi più rilevanti ai fini dell&#8217;indicizzazione da parte dei motori di ricerca per le pagine esistenti (titolo, testo, il testo alternativo delle immagini)</strong></p>
<p><strong>6. Se decidete di creare nuove pagine, oltre al link sul menu di navigazione, create dei link in pagine già indicizzate del sito associandoli a elementi di testo che contengano le keywords ottimizzate dalla nuova pagina.</strong></p>
<p><strong>7. Per &#8220;convincere&#8221; Google e gli altri motori di ricerca ad aggiornare spesso l&#8217;immagine del vostro sito nei loro indici, inserite spesso già nella home page degli elementi nuovi.</strong></p>
<p><strong>8. Quando la dimensione del sito e la profondità della navigazione lo richiederanno, sempre per aiutare la registrazione dei nuovi contenuti, create una mappa del sito</strong></p>
<p>Se siete in grado di farlo, create e registrate anche un feed xml, la cosiddetta sitemap.</p>
<p><strong>9. Analizzate l&#8217;evoluzione del posizionamento delle pagine del sito e insieme degli accessi senza troppa ansia.</strong></p>
<p>Solo siti che hanno già raggiunto una certa &#8220;reputazione&#8221; e che sono aggiornati quotidianamente vedono aggiornata la propria indicizzazione molto velocemente.</p>
<p><strong>10. Solo quando avrete consolidato buoni risultati su un certo numero di frasi chiave composte da diverse parole, può essere il momento di osare di più, tentando di scalare posizioni anche per espressioi più competitive, fino a quelle composte da sole 2 parole</strong></p>
<p>Qui però l&#8217;ottimizzazione interna del sito potrebbe non bastare più, e questa è un&#8217;altra storia &#8230;</p>
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